Si apre un nuovo capitolo nella vicenda del bando taxi di Roma, legato all’assegnazione delle nuove licenze. Al centro della questione ci sono i candidati della cosiddetta “terza opzione”, che avevano scelto di concorrere sia per le licenze ordinarie sia per quelle destinate al trasporto di persone con mobilità ridotta.
Il caso è stato esaminato dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che ha accolto il ricorso presentato da circa 70 partecipanti. I giudici hanno stabilito che le graduatorie devono essere formulate esclusivamente sulla base del punteggio conseguito, senza penalizzazioni per chi aveva scelto di concorrere per entrambe le tipologie di licenza. La sentenza è divenuta definitiva.
Secondo i ricorrenti, tuttavia, l’amministrazione non avrebbe applicato integralmente quanto disposto dal Tribunale. In luogo della revisione delle graduatorie, è stata avviata l’assegnazione di ulteriori licenze dedicate al trasporto disabili. Su questo punto è stata presentata una richiesta di ottemperanza, con udienza fissata nei prossimi mesi, durante la quale il TAR potrebbe valutare la nomina di un commissario incaricato di riscrivere le graduatorie.
Parallelamente, è stata annunciata una richiesta di risarcimento per i candidati inizialmente esclusi e successivamente riammessi. La stima riguarda il mancato svolgimento dell’attività per un periodo di circa dodici mesi e sarà calcolata sulla base dei dati ufficiali relativi ai redditi del settore.
La procedura resta quindi in evoluzione, in attesa delle prossime decisioni in sede amministrativa.




